Isola di Man 2015

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Alla soglia dei 30 anni, decidiamo di partire alla volta della più nota Road Race del
mondo: il Tourist Trophy.
Oltre 5000 km di strada, 6 navi previste, 1 treno, 5 nazioni attraversate (6 se
contiamo anche la piccola Isola di Mann), il tutto ovviamente in moto. Sono 6 le
ruote che han corso per queste strade d’Europa: Alessio, Nicola, e Luciano, nostro
amico motociclista con cui viaggiare è un piacere.

Già da questo viaggio iniziamo a pensare a far qualcosa di buono, volendo portare
il nostro contributo alla Joey Dunlop Foundation, che si occupa di agevolare la
permanenza sull’isola per le persone disabili, non solo in occasione delle gare. Una
delle nostre prime tappe è all’Ace Cafè di Londra, un must per motociclisti come
noi, e arrivarci in motocicletta è una sensazione fantastica.

Il viaggio dura poco più di 2 settimane, i chilometri da fare sono tanti, ma l’arrivo
è il paradiso dei motociclisti. Allo sbarco, I.O.M. si mostra avvolta dalla nebbia, ma
zeppa di curve e di moto. Dobbiamo praticamente circumnavigarla per
raggiungere il nostro campeggio, vicino al salto del Ballaugh Bridge,
probabilmente il punto più famoso delle 37 miglia di circuito. Velocità, sorrisi,

adrenalina, paesaggi fantastici e fortunatamente bel tempo, nonostante la zona.
Quando non abbiamo gli occhi puntati sulle gare vaghiamo per l’isola, da Peel a
Douglas, dal faro di Point of Ayre al Fairy Bridge di Ballasalla, dove anche noi ci
togliamo i “cappelli” per salutare il piccolo popolo del sottobosco..

 

Anche il rientro sarà un susseguirsi di immagini che restano impresse negli occhi: i
migranti a Calais, la luce della riserva di Luciano che segna molto meno di zero km
di autonomia, la quasi negazione dell’imbarco delle nostre moto per le valigie non
adatte, Parigi, la bellissima Promenade des Anglais di Nizza, le cui immagini, dopo
un anno, diventeranno tristemente diffuse per l’attentato terroristico.
Ma torniamo in Sardegna con la consapevolezza che

qualcosa in noi è cambiato, e
come ogni viaggio già si pensa a quello successivo. Abbiamo deciso che
punteremo a sud, molto più a sud di dove viviamo noi, e questa volta il nostro
intervento sarà più tangibile, più ponderato e più motociclistico.

Scocca la prima scintilla MotoTaccuino, ma ancora non sappiamo riconoscerla, nè sappiamo che cambierà le nostre vite, le nostre menti, e le nostre moto, per sempre…