Piccoli accorgimenti sulle moto per grandi viaggi (e non solo)

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Avendo la passione per smontare e rimontare le nostre moto, modificarle in funzione del viaggio che dobbiamo affrontare o più semplicemente manutenerle dopo le fatiche degli scouting in fuoristrada, cerchiamo di adottare piccoli accorgimenti che semplificano tanto la vita, sia prima che durante e dopo il viaggio.
La prima cosa che facciamo sulle moto è sostituire tutta la bulloneria, spesso vecchia e arrugginita, con nuova bulloneria in inox, di facile reperimento in qualsiasi ferramenta e centro nautico.
Come scoprire se la vite vi hanno venduto è in inox o no è facile: se avvicinata a una calamita non verrà attratta.
Questa operazione ha alcuni vantaggi: le filettature e le teste saranno nuove, ragion per cui sarà più facile svitare e riavvitare tutto. In seconda battuta, saranno tutte uguali fra loro, ragion per cui si ridurrà il numero di chiavi da portare.
Prediligiamo le viti con testa a esagono incassato, volgarmente brugole. Questo perché una chiave a brugola occupa poco spazio in tasca, arriva in punti scomodi, permette di essere acchiappata con una pinza grip in caso di emergenza, senza per questo rovinare la testa stessa e la possibilità, a casa, di smontarla con la chiave apposita e sostituirla. 

I dadi che ci permettono di smontare alcune parti sono tutti in inox autobloccanti, per evitare di perderli con le vibrazioni e sono tutti, ove possibile, con testa da 10.
In questo modo con sole 3 chiavi, di cui due a brugola (5 e 6) e una a combinata forchetta/poligono, volgarmente fissa/stella,siamo in grado di smontare il 90% della moto.
L’altro accorgimento riguarda l’impianto elettrico: generalmente quelli delle nostre moto sono ridotti ai minimi termini e costruiti su due circuiti. Uno dedicato solamente al motore e l’altro costruito appositamente per i servizi. Per questa ragione qualora non funzionasse una luce andremo a guardare una sola porzione dell’impianto, senza perderci fra migliaia di fili nastrati fra loro e viceversa nel caso del motore.
Un altro piccolo dettaglio che cerchiamo di non trascurare è l’eliminazione di tutti i sensori che non permettono alla moto di partire. Non si tratta di follie contro la sicurezza ma del fatto che un sensore, come ad esempio quello che indica la folle, che non fa ben contatto sarà l’ultima cosa che ci ricorderemo di controllare, magari sotto la pioggia, e dopo aver montato e smontato la moto due volte per cercare di farla partire.
Per questo motivo è meglio eliminare il problema all’origine.
Cerchiamo di portare tutte le masse nello stesso punto, in modo da avere un più rapido colpo d’occhio qualora il problema sia li.
Sono operazioni che si fanno con calma e aiutano a conoscere meglio la moto e le sue parti, ma soprattutto, si fanno con veramente pochi euro e poche conoscenze meccaniche, ragion per cui continueremo a farlo qualora nei nostri garage entreranno nuove moto. E consigliamo anche a voi di seguire questa strada.